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Dalla metà degli anni ‘80 la missione archeologica internazionale dell'Università di Firenze Petra ‘medievale'. Archeologia degli insediamenti di epoca crociato-ayyubide in Transgiordania,

sta svolgendo un programma di indagini nella Giordania meridionale nel quadro del 'Progetto strategico di Ateneo' La società feudale mediterranea: profili archeologici. Apogeo e declino, alle origini dell'Europa moderna, condotto dalla Cattedra di Archeologia Medievale e dedicato allo studio archeologico della societàfeudale, tramite l'analisi delle forme di insediamento in ambiti territoriali comparati, in area mediterranea.

Una missione che, su base archeologica, ha potuto produrre modelli di interpretazione storica di alcuni aspetti di fondo dell'organizzazione del popolamento medievale mediterraneo, che sono stati oggetto di discussione al recente convegno internazionale (con 72 relatori di 43 Istituzioni accademiche di 13 Paesi) organizzato dal nostro Ateneo con il Comune di Firenze e l'Istituto Italiano di Scienze Umane a Firenze il 5-8 novembre 2008 (Palazzo Vecchio-Palazzo Strozzi) dedicato a La Transgiordania nei secoli XII-XIII e le ‘frontiere' del Mediterraneo medievale.

Temi e risultati che saranno al centro della mostra programmata a Palazzo Pitti fra il 13 luglio e l'11 ottobre 2009 (Da Petra a Shawbak. Archeologia di una frontiera) e organizzata con il Dep of Antiquities of Jordan, il Polo Museale Fiorentino e la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze Una mostra che vede impegnati una molteplicità di Istituti del nostro Ateneo (Dipartimenti di Studi Storici e Geografici, di Progettazione dell'Architettura, di Scienze della Terra, il Centro Servizi Informatici e Informativi dell'Ateneo Fiorentino-CSIAF, il centro di eccellenza Media Integration and Communication). La progettazione della mostra ha offerto l'occasione di sperimentare inedite pratiche della comunicazione espositiva, per un viaggio, nel tempo e nello spazio, fra l'antica capitale nabatea e il nuovo centro incastellato di Shawbak, assumendo come chiave di lettura storica il diverso ruolo esercitato dalla frontiera nella regione: dall'età antica (nabatea, romana, bizantina) e arabo-islamica (ommayade, abaside, fatimida) fino a quelle crociato-ayyubide e mamelucca.

Un dialogo in cui si inseriscono anche preziose testimonianze della storia ‘orientale' di Firenze, provenienti da alcuni dei più prestigiosi (ma anche dei meno frequentati) musei fiorentini, mentre per una selezione di reperti giordani è previsto il restauro nei laboratori dell'Opificio delle Pietre Dure e della Soprintendenza Archeologica della Toscana, anche come segno di accoglienza per gli ‘ospiti' orientali. Affiancheranno la mostra un workshop dedicato alla ‘Archeologia Pubblica: Comunicazione e Politiche dell'Archeologia', un tema che, negli ultimi anni, ha progressivamente acquisito un ruolo strategico per la disciplina e, su di un altro piano, una rassegna di film (da Indiana Jones ad Aleksandr Nevskij...) seguiti da analisi critiche; la sezione dedicata ai documentari comprenderà anche Shawbak. Cronache dall'Oltregiordano a cura dalla Missione Petra ‘medievale' (prodotto da CSIAF).

La missione comprende settori per il restauro (Università di Pisa), l'archeometria (Università di Urbino), il rilievo territoriale (Cnr - ITABC, Roma), lo sviluppo ICT (Cnrs - Lab. LSIS, Marsiglia) e costituisce una presenza che - sul piano dell'approccio culturale (storico), metodologico (il peculiare ruolo svolto dalle ‘nuove tecnologie' e la dimensione territoriale della ricerca) e scientifico (focalizzazione su specifiche tematiche storiografiche) - rappresenta l'esperienza della pratica recente dell'archeologia medievale europea in un contesto innovativo per il Vicino Oriente mediterraneo. I risultati costituiscono un contributo originale per la storia della Transgiordania, metodologicamente basato sull''archeologia leggera', una procedura di letture che integra a sistema le diverse archeologie non invasive (paesaggio, ambiente, elevati, archeoinformatica, saggi mirati).


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