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In Giordania le indagini della missione archeologica dell'Università di Firenze nel sito dell'imponente castello di Shawbak

consentono di ricostruire il ruolo storico di una terra che nel breve arco dei decenni crociati rinnovò la sua funzione di sempre: quella di una strategica regione di ponte e di confine...

Da una ventina d'anni nella Giordania meridionale opera la missione archeologica dell'Università di Firenze Petra "medievale". Archeologia degli insediamenti di epoca crociato-ayyubide in Transgiordania, nel quadro del Progetto strategico di ateneo "La società feudale mediterranea: profili archeologici" (Cattedra di Archeologia medievale). La missione si è avvalsa dei generosi consigli e dei burberi, affettuosi rilievi di padre Michele Piccirillo (1944-2008), professore di Archeologia presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, dagli inizi delle ricerche (1986) fino alla collaborazione dello stesso Piccirillo al convegno di Firenze del 2008 su "La Transgiordania nei secoli XII-XIII e le 'frontiere' del Mediterraneo medievale" (www.frontierarchaeology.eu). La missione utilizza le metodologie più aggiornate dell'archeologia medievale europea per offrire un originale contributo alla storia della Transgiordania basato sulla cosiddetta "archeologia leggera": le indagini condotte dal 2002 nel castello di Shawbak rappresentano un caso emblematico di tale approccio nel Vicino Oriente mediterraneo. Il programma di indagini stratigrafiche si è proposto, in prima battuta, di analizzare connotati e forme dell'incastellamento latino nei territori corrispondenti alla Signoria di Transgiordania* nel secolo XII; ma anche come "osservatorio" sulla frontiera crociato-musulmana di Terrasanta, in rapporto con la stessa "tradizione lunga" di tale funzione di terra di limite. Le condizioni stratigrafiche degli insediamenti crociati in Transgiordania (in modo particolare nella zona di Petra) consentono di indagare su quei "caratteri originari" che, a causa del successivo sviluppo, in Palestina non è più possibile cogliere. Ne è conseguita la rilettura, con esiti storici sorprendenti, della vicenda "medievale" di una regione chiave, eppure poco studiata, da quell'osservatorio speciale di una delle più affascinanti aree archeologico-monumentali del Mediterraneo orientale che è il castello di Shawbak. Il sito è oggetto di un recente accordo di cooperazione tra l'Università di Firenze e il Dipartimento delle Antichità della Giordania, che integra ricerca, restauro conservativo e valorizzazione sostenibile.


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