Messaggio

Il progetto archeologico biennale, condotto nelle campagne di indagini 2008-2009, ha contribuito a chiarire alcune delle problematiche archeologiche del sito di San Vivaldo: identificazione dei resti di alcune delle cappelle scomparse e analisi delle tecniche costruttive.

 

1. Le analisi georesistive hanno permesso di riconoscere le tracce di possibili strutture antropiche murarie anche se, allo stato attuale, non è possibile identificarle con la scomparsa cappella di S. Elena. Ad ogni modo la loro localizzazione in pianta consentirà, eventualmente, di verificarne la consistenza con piccoli saggi diagnostici mirati.

2. Lo scavo alla cappella della Casa di Erode (Domus Herodis), già identificata topograficamente dalla documentazione storica, ha portato alla luce le strutture definendone parte della planimetria, le dimensioni e l’orientamento, sebbene non siano stati rinvenuti reperti riguardanti i gruppi scultorei.

Lo scavo stratigrafico ha anche consentito di rinvenire un setto murario, vicino alla cappellina e in stato di crollo, attribuibile per andamento e posizione, al muro di cinta del sito – anch’esso citato dalla documentazione – e, fino ad ora, non localizzato.

SV_09_ipotesi_cappellina

3. Lo studio delle murature, ove stonacate, integrato con le letture stratigrafiche eseguite sulla Tomba di David (Sepulcrum David) nel 2004, ha evidenziato ben quattro  tecniche costruttive (TM1, 2, 2a e 3): due delle quali collegano tipologicamente la Domus Herodis sia con la Tomba di David sia con la Casa di Anna.

L’analisi autoptica delle murature e dei leganti ha individuato nella scarsa qualità dei materiali e della messa in opera, probabilmente, uno dei fattori principali del vistoso deterioramento delle cappelle scomparse, in associazione agli eventi sismici.

murature_2009

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