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All’interno del grande progetto di restauro e valorizzazione che il Comune di Montaione ha avviato nel’anno 2008, grazie ai contributi della Comunità Europea, si è inserito il progetto archeologico condotto dalla Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Firenze[1].

Si è trattato di un programma di interventi strategici e mirati per la realizzazione di una serie di indagini archeologiche, secondo le metodologie proprie della disciplina (archeologia leggera, saggi di scavo stratigrafico, prospezioni diagnostiche), sia autonome sia connesse alle operazioni di conservazione e restauro delle Cappelle.

 

La Cattedra di Archeologia Medievale aveva già condotto, nel 2004, alcune indagini preliminari di archeologia leggera sul sito, con degli interventi di lettura stratigrafica delle murature e di ricognizione di superficie[2].

 

lo_scavo_di_San_Vivaldo

[1] I lavori, commissionati dal Comune di Montaione (con delibera di giunta del 16/01/2008), hanno avuto come direttore dei lavori l’Arch. Antonio Tamburini e sono stati assegnati all’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Studi Storici e Geografici, il 18/06/2008 con il Prof. Guido Vannini come responsabile della ricerca.

[2] Analisi topo-archeologiche per la verifica del concetto di topo-mimesi, svoltesi nel 2004 per la committenza del Comune di Montaione. Le indagini hanno avuto come risultati l’approntamento della pianta georeferenziata delle cappelle e la modellazione del suolo (DTM con D-GPS) di tutta l’area interessata (grazie alla collaborazione con il CNR, Istituto ITABC di Montelibretti); il rilevamento dei dati archeologici di superficie, attraverso la ricognizione, in particolare nella Valle di Giosafat e, infine, la lettura stratigrafica della Tomba di David, unica cappella che, a causa della mancanza dell’intonaco, ha permesso l’osservazione del paramento murario.